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Esposizione
La crema protettiva
Con una pelle particolarmente chiara o sensibile, è opportuno applicare un prodotto ad alto indice di protezione, almeno durante le prime sedute. Se l'epidermide presentasse segni di insofferenza, meglio accorciare i tempi di esposizione.
Occorre inoltre prestare attenzione a eventuali farmaci che si stanno assumendo. Molti medicinali infatti hanno un effetto fotosensibilizzante e possono scatenare reazioni allergiche come orticaria, eczemi, o macchie.
Anche alcuni tipi di cosmetici e deodoranti possono contenere sostanze fotosensibilizzanti; meglio dunque struccarsi prima di ogni seduta.
Per proteggere gli occhi sono indispensabili gli appositi occhialini di plastica per evitare irritazioni.
E chi porta le lenti a contatto si ricordi sempre di toglierle!
Idratare la pelle
Subito dopo la lampada, serve al viso un po' di freschezza e di idratazione.
L'ideale è nebulizzare sulla pelle dell'acqua termale (pratica quella in bombolette spray), lasciarla depositare qualche minuto e poi tamponare l'eccesso con un fazzolettino di carta. E' questo allora il momento di aggiungere una crema emolliente: ne è sufficiente un velo, da stendere con cura su viso e collo.
Non è necessario finire la cura dopo-esposizione con un make-up pesante: la pelle, leggermente arrossata, ha già un'aria di salute.
Basta quindi un tocco di mascara e un po' di lucido sulle labbra per ottenere un'aria di vacanza da fare invidia.
Perché l'abbronzatura ottenuta con una lampada dura meno di quella donata dal sole?
Il motivo è presto detto: per un discorso di sicurezza (cutanea), la lampada emette esclusivamente raggi di tipo UVA, i quali stimolano un tipo di melanina detta "a pronto rilascio", per una risposta immediata ma non del tutto completa.
Invece i raggi UVB (emessi con l'irradiazione solare insieme agli UVA) sono in grado di sollecitare quella a "lento rilascio", che assicura un'abbronzatura più profonda e duratura.
L'abbronzatura artificiale, quindi, privilegia un colore piuttosto superficiale a fronte dei rischi che potrebbero derivare da un uso improprio ed eccessivo dei raggi UVB.











