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I trattamenti del futuro
Diabete: due pazienti su tre lo controllano grazie a una nuova combinazione.
Exenatide, per la prima volta in combinazione con TZD, permette un controllo ottimale del diabete di tipo 2 in due casi su tre per pazienti che non hanno raggiunto i livelli target di emoglobina A1C malgrado l’assunzione dei farmaci orali. È quanto emerge dallo studio GWAP, condotto su pazienti con un valore elevato di A1C. “L’associazione di exenatide con TZD consente di eliminare un problema importante legato all’uso del TZD: l’aumento di peso”, ha dichiarato Francesco Giorgino, Direttore dell’U.O. di Endocrinologia presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari. Il trattamento con exenatide - già autorizzato negli USA ed è in attesa di autorizzazione nell'Unione Europea - ha avuto, infatti, l’effetto di ridurre il peso corporeo dei pazienti di 1,5 kg, mentre per i pazienti trattati con placebo la media è stata solo di 0,2 kg.
Milioni di diabetici a rischio cecità, oltre il 40% protetto da una nuova molecola.
Grazie a Ruboxistaurin mesilato si riduce del 41% il rischio di perdita visiva moderata e sostenuta in pazienti affetti da retinopatia diabetica (RD) non proliferativa da moderata a grave, la causa principale di cecità nella popolazione in età lavorativa. È il dato che emerge da due studi multicentrici di fase III, randomizzati, controllati con placebo, in doppio cieco che hanno preso in esame un totale di 813 pazienti trattati con 32mg/die di ruboxistaurin (n=412) o placebo (n=401). “Ruboxistaurin può rappresentare la prima terapia orale specificamente mirata alla riduzione del rischio di perdita visiva provocata dalla retinopatia diabetica” ha dichiarato Lloyd Paul Aiello, MD, PhD, sperimentatore principale dello studio. “Si potrebbe trattare di un importante sviluppo clinico per milioni di persone in tutto il mondo che rischiano di perdere la vista a causa di questa grave malattia.”
Insulina inalatoria: efficace e ben tollerata anche da chi soffre di Bpco.
L’AIR insulin system, progettato da Lilly e Alkermes, è efficace e ben tollerato anche da chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una patologia di cui l’Italia detiene il triste primato europeo con 5 milioni di malati. Lo dimostra il primo studio mai pubblicato sugli effetti della Bpco in relazione all’assorbimento e all'azione dell'insulina inalatoria. “La possibilità di utilizzare un’insulina non invasiva rappresenta un progresso importante nel trattamento del diabete,” ha dichiarato Klaus Rave, MD del Profil Institute for Metabolic research di Neuss in Germania “anche perchè esiste un potenziale legame tra la Bpco e il diabete di tipo 2, soprattutto nelle donne”. Il nuovo sistema – dotato di un mini-inalatore che sta nel palmo di una mano – è risultato più facile da usare e quindi capace di migliorare la qualità della vita dei pazienti diabetici. L’AIR insulin system non solo è un trattamento ben tollerato e più pratico, ma ha dimostrato di fornire un controllo glicemico comparabile a quello offerto da un regime a base di somministrazione di insulina per via iniettiva.
Per informazioni:
Pietro Pierangeli, Lucia Napolitano
Tel. 02.88.000.81











