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Il vaccino arriva con gli ortaggi
Non sempre gli OGM (organismi geneticamente modificati) sono sospetti, creano allarmismo e diffidenza: stanno per arrivare infatti le carote anti-epatite B.
Si tratta proprio di vegetali modificati, frutto dell’ingegneria genetica, ma quello che sono riusciti a fare i ricercatori di Giessen, in Germania, potrà salvare moltissime vite in un tempo relativamente breve. Qualche anno infatti sarà necessario per la sperimentazione, ma le previsioni hanno quasi dell’incredibile: nel nostro pianeta ci sono circa 350 milioni di persone malate di epatite B, secondo le stime più recenti, e vista la facilità di trasporto, commercio e distribuzione delle carote, potrà essere davvero semplice "vaccinarsi".
Proprio di un vaccino infatti si tratta, ottenuto inserendo nelle carote un gene capace di produrre alcune proteine della superficie del virus, che sono in grado di far scattare la risposta immunitaria.
L’idea di usare gli alimenti come vettore di vaccini non è nuova, di tentativi se ne stanno facendo parecchi fra cui, in America, quello che ha preso in considerazione le patate, utilizzate sempre per l’epatite B. Ma le patate per essere consumate vanno cotte, preferibilmente, e questo fa perdere le caratteristiche biologiche del vaccino che contengono. E altri vegetali non sono sufficientemente adatti per varie ragioni.
Il gruppo di scienziati, coordinato da Jafargholi Imani, ha indirizzato invece le sue ricerche su una pianta facile da coltivare in condizioni climatiche molto diverse, e quindi in parecchie aree geografiche. Le carote si possono mangiare crude, durano parecchio e non sono fragili come, per esempio, i pomodori e quindi possono affrontare bene il trasporto e l’imballaggio, e, fra l’altro …sono anche molto buone, e piacciono a tutti.
In collaborazione con Melarossa, diete on line personalizzate











